Sentenza Vannini, il sindaco Alessio Pascucci: “Mi vergogno di portare la fascia tricolore”

di redazione

Sentenza Vannini, il sindaco Alessio Pascucci: “Mi vergogno di portare la fascia tricolore”

| martedì 29 Gennaio 2019 - 20:22

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Sentenza Vannini, il sindaco Alessio Pascucci: “Mi vergogno di portare la fascia tricolore”

“Uno Stato che consente di uccidere un suo ragazzo senza che di fatto i suoi assassini vengano puniti non è uno Stato di diritto ma è uno Stato in cui la giustizia oramai è morta”, le parole durissime del sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci, che annuncia che metterà a mezz’asta le bandiere del comune. “Il caso di Marco ha scosso tutta la nostra comunità”, ha sottolineato il primo cittadino.

Parole amare e durissime quelle pronunciate da Alessio Pascucci, sindaco di Cerveteri, dopo la sentenza di Appello sull’omicidio di Marco Vannini che ha visto ridurre la pena per Antonio Ciontoli da 14 a 5 anni di reclusione per omicidio colposo, annunciando che metterà le bandiere a mezz’asta e sottolineando “Uno Stato che consente di uccidere un suo ragazzo senza che di fatto i suoi assassini vengano puniti non è uno Stato di diritto ma è uno Stato in cui la giustizia oramai è morta e le Istituzioni non sono più un riferimento credibile per i cittadini”.

“Spiace dirlo da uomo delle Istituzioni ma il caso di Marco ha scosso tutta la nostra comunità, per l’evento truce e infame che ha portato alla morte di questo giovane ragazzo.

Da sindaco mi sento di dire che oggi provo un senso di vergogna nell’indossare la fascia tricolore in rappresentanza di uno Stato che non tutela i cittadini e che lascia impuniti gli assassini di Marco. Metterò le bandiere della nostra città a lutto e invito i sindaci di tutta Italia a farlo in rispetto di Marco Vannini e dei tantissimi che come lui hanno perso la vita senza che lo Stato italiano gli riconoscesse giustizia”, conclude il sindaco Pascucci.

Al termine della lettura della sentenza si è scatenato il caos in aula, tra le urla e la rabbia di amici e familiari di Marco. In particolare la mamma Marina si è scagliata contro i giudici, urlando: “È una vergogna, è una vergogna, venduti, è uno schifo, la giustizia non è uguale per tutti, strappiamo il certificato elettorale”.

I giudici hanno poi confermato la condanna a tre anni per la moglie di Antonio Maria Pezzillo, e ai figli Martina e Federico Ciontoli. L’accusa aveva chiesto una condanna a 14 anni di reclusione per tutti i membri della famiglia, chiedendo di riconoscere la corresponsabilità dei genitori e dei figli nella catena di eventi e omissioni che ha portato alla morte di Marco e ai ritardi nei soccorsi.

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