Saimon a 4 anni lotta contro un cancro al cervello: “Vendiamo la casa per sostenere le cure”

di redazione

Saimon a 4 anni lotta contro un cancro al cervello: “Vendiamo la casa per sostenere le cure”

| venerdì 29 Marzo 2019 - 06:29

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Saimon a 4 anni lotta contro un cancro al cervello: “Vendiamo la casa per sostenere le cure”

La storia del piccolo Saimon Murataj, bimbo autistico di 4 anni affetto da un tumore al cervello, scoperto durante una visita di controllo per quella che si credeva essere una banale gastroenterite. I genitori, Marianna e Sali: “Abbiamo venduto la casa e lasciato il lavoro, ma non chiediamo niente a nessuno. Ci terrorizza il fatto che gli possa capitare qualcosa e viviamo costantemente nella paura, ma speriamo nel miracolo”.

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“Per noi lui è un esempio, non piange mai né si lamenta. Speriamo un giorno di poter festeggiare il miracolo di nostro figlio e siamo fiduciosi che accadrà”. È una storia difficile da raccontare e da vivere quella del piccolo Saimon Murataj, bimbo autistico di 4 anni, che da qualche mese combatte anche contro un tumore al cervello molto aggressivo. Mamma Marianna e papà Sali hanno anche altri due bimbi, vivono in provincia di Reggio Emilia e mai avrebbero pensato di dover convivere con una tragedia simile. “Le cure sembrano stiano funzionando – dice la donna alle telecamere di Fanpage.it – ma purtroppo la certezza che non possa ritornare non ce l’abbiamo, perché è un cancro recidivo e non sempre può essere curato. Viviamo con la paura che possa non farcela, però a lui servono genitori coraggiosi che gli facciano conoscere il bello della vita”.

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Il loro incubo è cominciato la scorsa estate, quando durante un banale controllo per quella che sembrava essere una gastroenterite, i medici hanno rivelato alla coppia che il loro bambino a soli 4 anni aveva un tumore al cervello e che avrebbero dovuto operarlo di urgenza. “Quando ci hanno detto che aveva questa massa tumorale – continua la mamma – è stato molto difficile da metabolizzare. Lui non stava male, non aveva la febbre, solo un po’ di dissenteria e vomito, niente che poteva far pensare a qualcosa del genere. Il momento più brutto è stato la notte prima dell’operazione, perché ci hanno detto di salutare nostro figlio e di dargli tutto l’amore del mondo dal momento che non sapevamo come sarebbe andata, avremmo anche potuto non rivederlo mai più. Ci siamo chiesti: perché? Visto che già è autistico, perché anche questo? Ce la prendevamo con tutti e tutto”.

L’intervento è andato bene, ma Saimon ha ancora bisogno di cure per guarire. Inoltre i suoi genitori, proprio per affrontare tutte le spese mediche del caso, hanno dovuto vendere la propria casa e lasciare il lavoro per poter stare con lui. “Questa notizia ci ha devastato un po’ la vita, non lo auguro neanche al mio peggior nemico – sottolinea il papà -. Lasciare il lavoro per me è stato difficile, sono un pizzaiolo, per altro era l’unica entrata che avevamo per sostenere tutta la famiglia. Lui è un bambino sempre sorridente e molto socievole nonostante la sua difficoltà dovuta all’autismo, gli piace correre, giocare, è molto combattente. Ci terrorizza il fatto che gli possa capitare qualcosa e viviamo costantemente nella paura”.

A Reggio Emilia sono in tanti coloro che si sono stretti attorno alla famiglia di Saimon per dare una mano, per quanto possibile. Come confida Marianna, “un’intera comunità si sta prendendo cura di tutti noi. I nostri amici hanno insistito per aiutarci perché sapevano quanto sarebbe stato difficile affrontare questa situazione. Saimon ormai è il figlio di tutti.

Per noi lui è un esempio, non piange mai né si lamenta. Noi soffrivamo e anche durante le chemio lui ci infondeva un sacco di coraggio, è difficile vedere un bambino che nonostante stia soffrendo ha sempre un sorriso, una carezza, non si abbatte. Per di più ogni giorno deve lottare per esprimersi. E oltre a questo lui ci sta facendo capire quanto la vita è preziosa. Speriamo un giorno di poter festeggiare il miracolo di Saimon e siamo fiduciosi che ci sarà. Non chiediamo niente a nessuno, ma se qualcuno vuole aiutarci noi siamo qua”.

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