“Purtroppo è lei”. Il corpo fatto a pezzi e tenuto chiuso all’interno di una valigia

di admin

“Purtroppo è lei”. Il corpo fatto a pezzi e tenuto chiuso all’interno di una valigia

| venerdì 03 Dicembre 2021 - 23:52

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“Purtroppo è lei”. Il corpo fatto a pezzi e tenuto chiuso all’interno di una valigia

Foto a fine articolo. Omicidio colposo, vilipendio e occultamento di cadavere. Sono le imputazioni contestate, in concorso
con ignoti, nei confronti di Elona Kalesha, la 36enne accusata di aver ucciso i coniugi albanesi Shpetim e Teuta Pasho, scomparsi nel 2015 e i cui resti nascosti nelle valigie sono stati ora trovati in un campo tra la superstrada Firenze-Pisa-Livorno e il carcere di Sollicciano.

La donna è stata rinviata a giudizio dal gup di Firenze Maurizio Caivano, il processo comincerà il 15 febbraio 2022 nell’aula bunker. In base alle indagini, coordinate dal pm Ornella Galeotti e condotte dai carabinieri, la Kalesha, ex fidanzata del figlio dei coniugi Pasho, Taulant, li avrebbe uccisi per impedire che rivelassero che lei aspettava un bambino da un altro uomo.

Per gli stessi reati anche il fratello della 36enne, Denis Kalesha, e il figlio dei coniugi Pasho, e lo stesso Taulant Pasho. La posizione di entrambi è stata archiviata dal gip su richiesta del pm Ornella Galeotti. Questa mattina all’udienza preliminare erano presenti la 36enne e anche l’ex fidanzato, che si è costituito parte civile nel procedimento a carico della donna.

Il duplice omicidio a Firenze

Secondo l’accusa, il figlio dei coniugi albanesi era detenuto quando sarebbe avvenuto il delitto, che la procura colloca la sera precedente alla sua liberazione, cioè il 1 novembre 2015, in un appartamento di Firenze che l’imputata aveva affittato a suo nome durante il periodo in cui i coniugi Pasho erano arrivati dell’Albania per far visita al figlio in occasione della sua scarcerazione.

La difesa dell’avvocato di Elona Kalesha

“Suscita perplessità la ricostruzione secondo la quale Elona Kalesha avrebbe agito da sola, ammazzando i coniugi e poi abbandonando i resti in alcune valigie in un campo alla periferia di Firenze – commenta l’avvocato difensore, Federico Febbo – é una ricostruzione che presenta diversi elementi di collisione e criticità con quanto emerge dagli accertamenti investigativi.

Nessuna traccia di Elona, secondo gli accertamenti scientifici – è stata riscontrata sulle valigie nè nell’appartamento di via Fontana, dove i coniugi avrebbero alloggiato e dove si ipotizza siano stati uccisi”.

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