Paziente suicida, si lancia dalla finestra dell’ospedale: i parenti devastano il Pronto Soccorso

di redazione

Paziente suicida, si lancia dalla finestra dell’ospedale: i parenti devastano il Pronto Soccorso

| mercoledì 23 Gennaio 2019 - 11:05

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Paziente suicida, si lancia dalla finestra dell’ospedale: i parenti devastano il Pronto Soccorso

Computer distrutti, vetrate rotte, un’infermiera aggredita con un pugno e il pronto soccorso di una città di oltre 50 mila abitanti come Gallarate, in provincia di Varese, rimasto in tilt per ore. È il risultato di un pomeriggio di violenza seguito al gesto inconsulto di un 33enne arrivato in ambulanza nel primo pomeriggio di martedì accusando un malore generalizzato ma non grave (un «codice bianco»).

L’uomo, lasciato in attesa, dopo circa 40 minuti si è allontanato per poi lanciarsi dal quinto piano dell’ospedale Sant’Antonio Abate, dalla stessa ala che ospita il padiglione del Pronto soccorso. Da quanto appreso da fonti sanitarie risulta che il giovane fosse seguito dal Sert, il servizio tossicodipendenze.

Il fatto è avvenuto martedì attorno alle 14.30 e sul posto sono arrivate subito alcune pattuglie della polizia di Stato e i parenti della vittima. E proprio questi ultimi – tre persone – hanno dato in escandescenze non appena il magistrato ha dato il consenso per la rimozione del corpo:

dapprima urla e invettive, poi l’irruzione nell’area triage dove vengono assegnati i codici di gravità dei pazienti, con le panche della sala d’attesa lanciate e ribaltate, tra le grida delle persone che in quel momento erano presenti nella struttura: sono state lesionate due vetrate anti sfondamento e i computer dell’accettazione.

Una violenza che non si è fermata alle cose: un’infermiera è stata aggredita con un pugno in faccia, il personale sanitario minacciato. «È stato un momento di panico puro – spiega il dottor Carlo Costantini, responsabile del Pronto soccorso -. In quel momento eravamo pieni di pazienti da visitare, con molti parenti che li attendevano nella sala d’attesa:

c’è stato il fuggi fuggi generale». Alcuni medici di reparto sono scesi in Pronto soccorso per dar man forte ai colleghi e sul posto sono arrivate anche alcune pattuglie dei carabinieri di rinforzo, mentre il 118 ha dirottato le ambulanze in arrivo negli altri ospedali della provincia. Sui fatti indaga il commissariato di polizia, che sta ricostruendo con precisione l’accaduto per accertare le singole responsabilità.

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