Napoli, immigrazione clandestina, poliziotti arrestati: «Ne abbiamo fatti entrare a migliaia»

di redazione

Napoli, immigrazione clandestina, poliziotti arrestati: «Ne abbiamo fatti entrare a migliaia»

| giovedì 23 Maggio 2019 - 13:59

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Napoli, immigrazione clandestina, poliziotti arrestati: «Ne abbiamo fatti entrare a migliaia»

«Ne abbiamo fatto entrare a migliaia», così parlava la banda di cui facevano parte anche alcuni poliziotti che favoriva l’ingresso di immigrati in Italia dietro corruzione. Durante le perquisizioni è stata anche trovata una agendina nella quale era stato annotato un tariffario, con le cifre che i poliziotti percepivano da alcuni immigrati facenti parte dell’organizzazione che, suddivisi per nazionalità

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(tunisina, algerina, etc. etc.), raccoglievano le richieste e poi corrompevano gli agenti per ottenere autorizzazioni. L’intermediario era l’ex poliziotto in pensione che si metteva di volta in volta in contatto con alcuni colleghi in servizio.

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«Ne abbiamo fatto entrare a migliaia», così parlava la banda di cui facevano parte anche alcuni poliziotti che favoriva l’ingresso di immigrati in Italia dietro corruzione.

Durante le perquisizioni è stata anche trovata una agendina nella quale era stato annotato un tariffario, con le cifre che i poliziotti percepivano da alcuni immigrati facenti parte dell’organizzazione che, suddivisi per nazionalità (tunisina, algerina, etc. etc.), raccoglievano le richieste e poi corrompevano gli agenti per ottenere autorizzazioni. L’intermediario era l’ex poliziotto in pensione che si metteva di volta in volta in contatto con alcuni colleghi in servizio.

Migranti, tabacco e carburante: l’ultimo business del contrabbando
Sette persone, tra cui un poliziotto ancora in servizio nell’ufficio immigrazione della Questura di Napoli e un altro in pensione, sono state arrestate nell’operazione coordinata dalla Procura di Napoli. Ad alcuni indagati si contesta il reato di corruzione. Dell’organizzazione facevano parte poliziotti ed extracomunitari. L’indagine nasce da una segnalazione per finanziamento al terrorismo. In corso numerose perquisizioni.

Parte da un attività del Gico di contrasto al terrorismol’operazione che ha portato alle sette misure cautelari. I finanzieri hanno individuato un trasferimento di denaro da un algerino residente a Napoli a favore di un connazionale in Belgio che, secondo i primi riscontri, avrebbe avuto stretti contatti con un terrorista sospettato di essere uno degli organizzatori degli attentati di Parigi del 13 novembre 2015.

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