Mario Tozzi ad Agorà: “Italia, dove colpirà il prossimo terremoto e con quale intensità”

di redazione

Mario Tozzi ad Agorà: “Italia, dove colpirà il prossimo terremoto e con quale intensità”

| sabato 06 Aprile 2019 - 10:57

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Mario Tozzi ad Agorà: “Italia, dove colpirà il prossimo terremoto e con quale intensità”

Sappiamo le zone dove potrebbe venire un terremoto e di quale intensità.Quindi l’unica cosa che possiamo fare è prevenire ed evitare di costruire in certi posti. O facendolo meglio”. Il geologo Mario Tozzi, ospite di Serena Bortone ad Agorà, su Raitre, lancia l’allarme sul rischio sismico in certe aree del nostro Paese:

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“Non ti uccide il terremoto ma la casa costruita male. Dunque nel nostro Paese dove ci sono terremoti di intensità medio-bassa abbiamo un numero spropositato di danni, di vittime e di morti”. Tozzi ricorda l’Aquila e le vittime dei vari sismi che hanno colpito quei luoghi: “E lo faremo sabato sera in un lungo viaggio in quelle zone a rischio terremoti”.

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Professore, che ricordi ha di quella notte? “Un vago tremore nello studio dove mi trovavo. Era tardi. Non è che ricordo benissimo”.Che impressione le fecero le prime immagini?“Quella che mi fanno tutti i terremoti in Italia. In Italia è sempre un disastro. E non è mai giustificato dalla magnitudo del sisma”.

Dopo il terremoto a Casamicciola lei disse che un terremoto di magnitudo 4 non può uccidere e non dovrebbe portare al livello di distruzione che c’è stata.

Perché in Italia, soprattutto nelle zone sismicamente più a rischio, si è costruito così male? “Perché si è dimenticato che sono zone sismiche. Perché non c’è la conoscenza e perché non c’è una pianificazione territoriale. Inoltre anche perché c’è speculazione”.

Di chi sono le responsabilità?“Sono soltanto umane, tanto per cominciare. E poi sono a livello del singolo che magari costruisce, non è il caso dell’Aquila, sapendo che ci sono delle regole e non le rispetta. A livello delle ditte che cercano di lucrare sui materiali. A livello dei progettisti che sono ignoranti e a livello degli amministratori che tollerano tutto questo”.

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