Gioele, conclusa l’autopsia: arrivano brutte notizie

di admin

Gioele, conclusa l’autopsia: arrivano brutte notizie

| mercoledì 26 Agosto 2020 - 16:28

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Gioele, conclusa l’autopsia: arrivano brutte notizie

Notizia certificata e riportata dalla Rai. Al Policlinico di Messina è terminato l’esame eseguito dal medico legale. All’esterno dell’ospedale ci sono i legali e i familiari di Viviana Parisi e di Gioele, il padre Daniele Mondello, il nonno Letterio e una zia. Nuovo sopralluogo, domani mattina, nei boschi di Caroniaper la ricerca di altri resti umani del piccolo Gioele. Verranno disboscate altre zone nei pressi del luogo in cui sono stati trovati alcune parti del corpicino di Gioele Mondello. L’autopsia – Si è conclusa l’autopsia sui resti del corpicino del piccolo Gioele Mondello, al Policlinco di Messina. I resti del piccolo Gioele sono stati compromessi dall’assalto degli animali. L’esame, iniziato intorno alle 10.15, è terminato intorno alle 14, poco meno di quattro ore dopo. L’esame autoptico era stato proceduto da una Tac servita a effettuare rilievi “antropometrici”, aveva spiegato Daniela Sapienza, medico legale, “per correlare il soggetto, età anagrafica, sesso, e quanto è utile per i rilievi antropologici e quindi l’identificazione”. Il passo successivo è “valutare segni di lesività macroscopica su questi resti e infine determinare l’epoca della morte”. 

Il medico legale “Al termine di tutte le operazioni avremo un quadro definitivo e completo, al momento si tratta di agire per singoli passaggi non tralasciando alcunché ed evitando di perdere elementi che potrebbero essere utili. Siamo un gruppo ben affiatato abbiamo diverse professionalità che cooperano e collaborano nelle attività cercheremo di fare del nostro meglio per ottenere tutto il possibile dal cadavere”. Lo ha detto il medico legale, Elvira Ventura Spagnolo, perito della Procura di Patti, al termine dell’autopsia sui resti del bambino trovato nelle campagne di Caronia e che si ritiene si Gioele. “E’ stata fatta la tac come prima indagine – ha ricostruito – dopo di che abbiamo proceduto con la collaborazione dell’entomologo e dello zoologo forense alle varie attività di ispezione, analisi, prelievo di campioni che naturalmente richiederanno ulteriori approfondimenti. I passaggi successivi – ha annunciato – saranno ulteriori analisi sia sugli indumenti sia sui resti. (Continua…)

Ci sono stati sempre assegnati 90 giorni di tempo per la relazione. E’ importante agire nel miglior modo possibile e non tralasciare nulla di ciò che il cadavere può fornire al termine si avranno i risultati”.  Cadavere compromesso da aggressione animali Il cadavere del piccolo Gioele Mondello “è abbastanza compromesso”. Allo stato “non è possibile ricavare elementi utili se non da tutti i fattori che potranno emergere dalle indagini specialistiche”. Lo ha detto Giuseppina Certo, medico legale, consulente della famiglia Mondello, uscendo dalla camera mortuaria dove si è svolta l’autopsia. Ha spiegato che “ci sono lesioni da macro fauna”. E ancora: “Deve essere tutto ricostituito singolarmente, mettendo insieme i vari tasselli. Oggi non si può mettere un punto fermo”. La consulente spiega che non si può neanche dire dall’esame se il bambino sia morto “nel luogo in cui è stato ritrovato. Sono valutazioni che si fanno concatenando i vari risultati.

Il dato più evidente è che ci sono delle mortificazioni degli arti e quindi assenza di tessuti: è stato aggredito da macro fauna”. Infine, è stato individuato del terriccio “che è stato prelevato e analizzato”. L’azione della fauna complica il quadro “Purtroppo ci sono dei fenomeni cadaverici e trasformativi molto importanti e questo rende impossibile alcune valutazioni macroscopiche che in altri casi sarebbero un riscontro oggettivo”. Così Daniela Sapienza, medico legale al termine dell’autopsia sui resti del piccolo Gioele che si è conclusa al Policlinco di Messina. “L’effetto della macrofauna e della microfauna rende ovviamente difficile qualsiasi riscontro e valutazione. Abbiamo cominciato a fare degli esami – ha proseguito – su alcuni resti e dovremmo continuare affinché riusciamo a raccogliere qualsiasi elemento che abbia un riscontro di natura oggettiva che possa servire agli inquirenti”. Rispondendo alla domanda sulla ipotesi di una ferita di arma da taglio, il medico legale ha risposto che “non abbiamo la possibilità di fare una valutazione del genere in rapporto ai fenomeni trasformativi cadaverici e sugli elementi scheletrici a nostra disposizione, non li abbiamo ancora analizzati tutti e non possiamo sapere se c’è un riscontro del genere. (Continua…)

Scoprire come è morto mi sembra una cosa in via aleatoria possibile, dobbiamo vedere gli elementi che il corpo ci fornisce e valuteremo”.  Impossibile stabilire se Gioele sia morto vicino alla mamma “Come nel caso della madre, è tutto da analizzare in laboratorio”. Cosi Stefano Vanin, entomologo e consulente nominato dalla procura di Patti al termine dell’autopsia che si è svolta al Policlinico di Messina sui resti del piccolo Gioele. “Capisco il bisogno di risposte, ma vi dico anche che c’è un milione di insetti finché non li analizzeremo in laboratorio non si potrà dire molto”. In questo momento non è possibile capire se il bambino sia morto vicino alla madre Viviana. Sono stati raccolti un sacco di elementi sia per quanto riguarda la componente medica che veterinaria ed entomologica. Abbiamo una serie di quesiti a cui rispondere – dice ancora – abbiamo chiesto 90 giorni e faremo l’impossibile per starci nei tempi. Le comunicazioni le daremo direttamente al pubblico ministero che ci ha incaricato”. Infine ha spiegato che i resti di Gioele “come ogni corpo hanno dato delle informazioni, quanto è informativo lo vedremo”.  I periti: “Caso difficilissimo” Si tratta di “un caso difficilissimo, perché c’è un clima e un ambiente particolare, anche se qualche elemento informativo è stato estratto”. Ci sono “segni di giacitura del corpo, il terreno non è compromesso ma è un ambiente su cui sono passare delle persone”. Lo ha detto Stefano Vanin, entomologo e consulente nominato dalla procura di Patti al termine dell’autopsia che si è svolta al Policlinico di Messina sui resti del piccolo Gioele. “Abbiamo una serie di quesiti a cui rispondere – dice ancora – abbiamo chiesto 90 giorni e faremo l’impossibile per starci nei tempi”.  La Tac Nei resti trovati tra i cespugli di Caronia, nel Messinese, c’erano resti di piccole pietre. Reperti utili per stabilire con certezza il luogo e il momento della sua morte.

E’ quanto emerso dalla Tac eseguita prima di iniziare l’autopsia.  Al Policlinico di Messina, ad attendere i primi risultati dell’esame medico legale, ci sono i legali e i familiari di Viviana Parisi e di Gioele: il padre Daniele Mondello, il nonno Letterio e una zia. Legale, impossibile che nessuno abbia visto “Il miasma è ancora presente nell’aria. Mi chiedo come sia possibile che nessuno, non solo di coloro che si sono adoperati per le ricerche, ma anche degli abitanti del luogo, non abbia percepito questo cattivo odore. Eppure è una zona con una certa densità abitativa”. Lo ha detto l’avvocato Claudio Mondello, cugino e legale di Daniele Mondello, padre di Gioele.”Anche il cadavere di Viviana era a 15-20 metri  da una proprietà recintata – aggiunge –  è impossibile che nessuno abbia visto, anzi sentito, alcunché”. L’avvocato ipotizza che il corpo del bambino sia stato “verosimilmente trascinato nel luogo dove poi è stato ritrovato” e che “non si conosce la posizione originaria, quella in cui è morto”.  Sulla tesi dell’omicidio-suicidio il penalista ricorda che “la presunzione di innocenza nel nostro ordinamento deve valere per tutti”. “Se ci sono elementi va bene – sottolinea -altrimenti no. E non so se ci saranno mai questi elementi, io ne dubito”. Ricerche in corso di altri resti Gioele  Nel bosco di Caronia “faranno ulteriori ricerche perché ci sono parti mancanti del corpo del bambino, quindi faranno altre ricerche in quella zona. Dall’autopsia vediamo se è possible risalire alla causa della morte”. Così l’avvocato Pietro Venuti, legale della famiglia Parisi, arrivando al Policlinico di Messina dove è in corso l’autopsia sui resti di Gioele. Importante l’analisi dell’Opel Secondo il criminalista Luca Chianelli, uno dei quattro consulenti tecnici nominati dai genitori di Viviana Parisi, la ricostruzione della “dinamica del sinistro e l’eventuale presenza di specifiche tracce biologiche” all’interno della Opel guidata dalla donna, trovata morta nei boschi di Caronia assieme al figlio Gioele, “potrebbero dare corpo a una prima lettura della fase iniziale della successione degli eventi”. Un esame che per il direttore del Cis (Centro investigazioni scientifiche) avrà particolare rilevanza sulla base di quanto emerso “dagli esami strumentali” eseguiti sui resti del corpo del piccolo Gioele. “E’ necessario approfondire gli accertamenti allo scopo di verificare eventuali correlazioni ‘causa-effetto’ tra alcune particolari lesioni rilevate in sede autoptica e caratteristiche dei luoghi, ma non solo. Anche le superfici dell’abitacolo della Opel corsa dovrebbero essere valutate nella medesima ottica comparativa”. Legale di Mondello: “Pensiamo che i droni andassero usati subito” “Quando ci hanno detto ‘impieghiamo i droni’ abbiamo immaginato che stessero operando con una ricerca attiva in tempo reale e non, dopo due settimane, al fine di apprezzare un evento già compiuto”. Così Claudio Mondello, cugino di Daniele Mondello e legale della famiglia del padre del piccolo Gioele, scomparso il 3 agosto nei pressi dell’autostrada Messina-Palermo. Il legale ha parlato con i cronisti presenti al Policlinico.

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