Coronavirus, nuovo focolaio in un Hotel che ospita migranti: oltre 100 contagiati

di admin

Coronavirus, nuovo focolaio in un Hotel che ospita migranti: oltre 100 contagiati

| giovedì 16 Aprile 2020 - 14:09

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Coronavirus, nuovo focolaio in un Hotel che ospita migranti: oltre 100 contagiati

Più di 100 richiedenti protezione internazionale sono risultati positivi al coronavirus a Verona. Presso il Cas (Centro di accoglienza straordinaria) ospitato dalle strutture dell’Hotel Monaco, albergo diventato una sorta di centro di accoglienza delle persone che richiedono la protezione internazionale e di alcuni minori, le autorità sanitarie locali, in collaborazione con la locale Prefettura, che ha predisposto un accurato piano di controllo dei centri di accoglienza della città veneta, hanno sottoposto a tamponi i 140 migranti presenti nella struttura e ben centouno sono risultati positivi al primo tampone.

Le persone positive al coronavirus, di varia nazionalità ed età, sono nella stragrande maggioranza asintomatici. Solo un richiedente protezione umanitaria, che ha mostrato dei lievi sintomi, è stato controllato presso una locale struttura ospedaliera. Il fatto dimostra come l’allarme lanciato nei giorni scorsi dalla Cgil (“rischio bomba sociale” nei centri per migranti) sia drammaticamente diventato realtà. Sentita da Il Giornale.it, la dottoressa Francesca De Carlini, Vicaria del Prefetto di Verona da qualche giorno, ha spiegato che sono “in atto ulteriori verifiche e monitoraggio costante dei vari Cas presenti sul territorio” ed ha sottolineato come tutti i dispositivi di protezione adottati abbiano funzionato alla perfezione. (Continua…)

“Sono state adottate tutte le misure di distanziamento possibili”, ha ricordato la dottoressa De Carlini, ed è stato anche rafforzato il “presidio della struttura” che si trova nel quartiere Zai di Verona. “Nessuno potrà violare la quarantena, come peraltro accade per tutti gli italiani colpiti”, ha spiegato la Vicaria del Prefetto. “All’interno della struttura era già presente un sistema di sicurezza per non fare violare la quarantena”. Adesso il prefetto veronese, il dottor Donato Cafagna, ha disposto che davanti all’edificio di via Torricelli ci sia una vigilanza fissa delle forze dell’ordine, con il reparto mobile della Polizia che si alterna con i Carabinieri.

I quaranta richiedenti protezione umanitaria non positivi al Coronavirus saranno trasferiti nelle prossime ore in altre strutture veronesi per evitare loro di essere contagiati dagli altri ospiti del Cas colpiti dal virus. “La reazione alla notizia del contagio è stata accolta con calma dalle centouno persone risultate positive. I gestori del centro, in collaborazione con il personale della Unità Locale Socio-Sanitaria, hanno avvisato tutti dei risultati tranquillizzando, per quanto possibile, i colpiti dal virus”, ha concluso la dottoressa De Carlini. (Continua…)

La presenza del Coronavirus tra gli ospiti di questo Cas veronese si sarebbe manifestata per la prima volta qualche giorno fa. Secondo quanto scrive il sito del TgVerona dell’emittente TeleNuovo-Rete Nord, “un giovane pakistano aveva evidenziato sintomi riconducibili al virus ed è stato accompagnato in ospedale. Dopo gli accertamenti è stata verificata la positività e sono scattate tutte le misure previste dal protocollo, con l’isolamento nelle rispettive stanze degli altri ospiti. Inoltre sono stati fatti i tamponi a tutte le persone della struttura, anche ai dipendenti della cooperativa che gestisce il centro”.

“Questa situazione dimostra la pericolosità delle politiche immigrazioniste della sinistra che, da quando è tornata al governo, ha riaperto i porti e favorito l’invasione clandestina”, ha commentato duramente il deputato della Lega Vito Comencini. Secondo il parlamentare veronese “oltre a un problema sociale e di sicurezza ora questa situazione diventa anche un’ulteriore criticità sanitaria”. Gli fa eco, ancor più duramente, il consigliere comunale di Verona, sempre della Lega, Alberto Zelger. “Condanno la politica scellerata di un governo che fa entrare in Italia tutti coloro che le Ong traghettano nel nostro paese, senza curarsi delle conseguenze. Mi domando quanti altri casi di questo genere hanno contribuito alla diffusione del coronavirus senza che nessuno se ne accorgesse. Solo nei giorni scorsi il governo si è deciso a mettere in quarantena gli ultimi arrivi, trasferendoli a nostre spese su una nave italiana”.

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