Bimbo caduto nel pozzo in Spagna: “I soccorritori iniziano a calarsi, può essere vivo”

di redazione

Bimbo caduto nel pozzo in Spagna: “I soccorritori iniziano a calarsi, può essere vivo”

| venerdì 18 Gennaio 2019 - 14:49

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Bimbo caduto nel pozzo in Spagna: “I soccorritori iniziano a calarsi, può essere vivo”

Un intero Paese vive ore d’angoscia e segue, momento per momento, le operazioni che ormai da cinque giorni stanno impegnando un centinaio di tecnici nel tentativo di salvare Julien. Il bambino di appena due anni e mezzo, è intrappolato da domenica in un pozzo, largo appena 25 centimetri ma profondo 110 metri, che si trova nelle campagne di Totalán, vicino Malaga.

Tutti si chiedono se sia vivo o se, come accadde 37 anni fa a Vermicino ad Alfredino Rampi,quando si riuscirà a riportarlo alla luce sarà troppo tardi. Le ultime notizie non sono affatto incoraggianti: un primo tentativo di salvarlo è fallito. Nel primo pomeriggio della scorsa domenica, Julien è caduto in un pozzo di prospezione non recintato né protetto, mentre giocava con un altro bambino nella proprietà di un familiare.

I genitori, José Rosello e Victoria Garcia, stavano preparando una paella all’aperto con altri familiari. Ad accorgersi dell’accaduto e dare l’allarme, è stato proprio il padre con una cugina. I soccorritori lavorano ora per aprire due gallerie verticali, parallele al pozzo, con l’aiuto di minatori esperti delle Asturie e dell‘impresa svedese ‘Stockholm Precision Tools AB’, che localizzò e trasse in salvo i 33 operai imprigionati in una miniera in Cile nel 2010.

Ma l’operazione, come spiegato dall’ingegnere Juan Lopez, richiede tempo. Almeno due giorni, quattro secondo il quotidiano El mundo. Un’enormità in una situazione in cui ogni minuto che passa fa diminuire la speranza di trovare vivo il bimbo. E ad aggravare il tutto, c’è anche il fatto che nei prossimi giorni sono previsti temporali.

La sonda con telecamere immessa nella fenditura, ha visualizzato solo un pacchetto di caramelle che Julen aveva con sé, ma non le immagini del bambino. L’esame del Dna di capelli trovati e tracce biologiche, ha confermato la presenza del piccolo nella cavità neutralizzando chi metteva in dubbio il racconto dei genitori. Intanto il buco è stato coperto e intubato per evitare nuovi crolli e cedimenti che potrebbero seppellire il bambino.

“Oggi si inizia a scendere fino a 71 metri”, spiegano i minatori. Poi sarà il turno dei membri della Brigata di soccorso minerario delle Asturie, i primi che dovrebbero vedere Julen. “Scenderanno in fondo e inizieranno a scavare manualmente il collegamento con il pozzo del piccolo”. Una volta completato il collegamento verrà inserita una telecamera per localizzare il bimbo”. Se Julen non si dovesse trovare lì (a 71 metri) di profondità, si continuerà a scavare e scendere ulteriormente fino in fondo, a 107 metri. 

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