Bimba costretta a mangiare cracker a scuola. Antonio Candreva: “Pago io la retta della mensa”

di redazione

Bimba costretta a mangiare cracker a scuola. Antonio Candreva: “Pago io la retta della mensa”

| lunedì 08 Aprile 2019 - 22:54

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Bimba costretta a mangiare cracker a scuola. Antonio Candreva: “Pago io la retta della mensa”

Il centrocampista dell’Inter si è offerto di pagare la retta della mensa alla famiglia di Minerbe, in Veneto, la cui figlia è stata costretta a mangiare cracker e tonno a scuola.

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Potrebbe essere Antonio Candreva, centrocampista dell’Inter e della Nazionale italiana di calcio, a pagare la retta della mensa in favore della bambina di Minerbe, in provincia di Verona, costretta a mangiare tonno e cracker a scuola in seguito al mancato pagamento della tariffa della mensa da parte dei genitori.

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Il nerazzurro ha parlato con il sindaco di Minerbe Andrea Girardi, dal quale si è fatto raccontare i dettagli della vicenda prima annunciare che potrebbe essere lui a sborsare la somma di denaro dovuta.

La vicenda ha fatto molto discutere. Nonostante le furiose polemiche per la decisione di umiliare pubblicamente una bambina di scuola elementare, l’amministrazione comunale di Minerbe, guidata dal leghista Girardi, aveva rivendicato il gesto sostenendo che si era trattato di un atto dovuto concordato con la ditta che gestisce la refezione.

Non si era fatta attendere la polemica politica, con il Partito Democratico provinciale che era andato all’attacco: “Si tratta di una scelta discriminatoria. Il sindaco si nasconde dietro le pieghe di una direttiva data alla società che fornisce i pasti per attuare una scelta discriminatoria nei confronti di una bambina di origine straniera i cui genitori non sono in regola con i pagamenti della mensa e la umilia servendole tonno e crackers anziché il pasto completo. Il comune ha non solo la possibilità ma anche il dovere di andare incontro a situazioni di difficoltà economiche “.

Dal canto suo la giunta di Minerbe ha difeso la sua decisione sostenendo che la famiglia della bambina era da tempo stata avvisata, e che nonostante un aiuto economico da parte del comune non era stata in grado ugualmente di pagare la retta: “Sono umanamente dispiaciuto, bisogna anche essere corretti verso tutte le famiglie che pagano regolarmente la mensa” ha dichiarato il vicesindaco con delega alle politiche della famiglia, Massimo Momi.

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