Solo in piazza, la preghiera di Papa Francesco: “Siamo Tutti sulla stessa barca”

di Angel Giusy

Solo in piazza, la preghiera di Papa Francesco: “Siamo Tutti sulla stessa barca”

| venerdì 27 Marzo 2020 - 19:42

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Solo in piazza, la preghiera di Papa Francesco: “Siamo Tutti sulla stessa barca”

Oggi 27 marzo, papa Francesco ha regalato un momento di preghiera straordinario, senza precedenti su molti aspetti. Era stato annunciato lo scorso 22 marzo al termine dell’Angelus. A seguire troverete il testo integrale dell’adorazione che è stata tenuta sul sagrato della basilica di San Pietro, con l’intera piazza vuota, ma trasmessa in mondovisione.

Il momento di preghiera ha avuto un momento ascolto della Bibbia, una supplica ” in questo tempo di dura prova per tutti”. L’adorazione eucaristica, sarà conclusa con una benedizione Urbi et Orbi alla Città, Roma e al mondo intero. Ci sarà anche la possibilità di ricevere l’indulgenza plenaria. La formula dell’indulgenza sarà pronunciata dal cardinale Angelo Comastri, Arciprete della Basilica di San Pietro. Continua…

L’indulgenza plenaria è lo strumento che stando alla dottrina cattolica- rimette totalmente le pene che sono maturate con i peccati, anche quelli che sono stati già perdonati da Dio e assolti dal sacerdote con la confessione. Secondo la dottrina cattolica, quelle pene se non sono rimesse, verrebbero scontate nel Purgatorio.

Per conseguire le indulgenze, i fedeli devono pentirsi, ripudiare il peccato e confessarsi. Il brano di Vangelo scelto è stato quello della tempesta sconfitta: Si racconta dell’attraversamento durante la notte del mare di Galilea, quanto una tempesta di vento giunse, rischiando di far affondare la barca sulla quale viaggiavano. i discepoli svegliano Gesù che dormiva mentre era a poppa, e con le seguenti parole: «Maestro, non ti importa che siamo perduti?». Gesù dopo aver placato il mare con un rimprovero chiese ai suoi discepoli: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Continua…

E così di fronte alla tempesta ” del Coronavirsu” che sta vivendo il mondo intero, ha detto il Papa: Siamo tutti sulla stessa barca: tutti! «Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi», E ha continuato Papa Francesco dicendo: «Ci siamo ritrovati impauriti e smarriti.

Ci sentivamo forti e capaci di tutto. Ma la tempesta ha smascherato la nostra vulnerabilità e lasciato scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità. Con la tempesta, è caduto il trucco di quegli stereotipi con cui mascheravamo i nostri ego sempre preoccupati della propria immagine; ed è rimasta scoperta, ancora una volta, quella (benedetta) appartenenza comune alla quale non possiamo sottrarci: l’appartenenza come fratelli».

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