Rovigo, neonato abbandonato al cimitero con il cordone ombelicale: è caccia alla mamma

di redazione

Rovigo, neonato abbandonato al cimitero con il cordone ombelicale: è caccia alla mamma

| giovedì 25 Aprile 2019 - 15:34

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Rovigo, neonato abbandonato al cimitero con il cordone ombelicale: è caccia alla mamma
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Rosolina (Rovigo), 24 aprile 2019 – Il ritrovamento del neonato, vivo, ieri mattina a Rosolina ha fatto scattare un’indagine della magistratura. Si procede per abbandono di minore. Ora è caccia alla mamma. Si chiama Giorgio il bambino che stamattina alle 10 è stato ritrovato in una sacca sportiva nei pressi del cimitero di Rosolina. Sta bene, è stato trasportato all’ospedale di Adria per accertamenti ed ora si trova in pediatria. Verrà presto vaccinato, pesa 2 chili e 700 grammi, è lungo 47 centimetri e piangeva quando sono arrivati i soccorsi. La sacca era per terra, non dentro un cassonetto come si era appreso in un primo momento. 

La curiosità è che gli è stato dato numero Giorgio perché la prima infermiera che l’ha preso in braccio si chiama Giorgia. Il piccolo era nato da pochissimo, il medico stima circa mezz’ora prima del ritrovamento. Aveva ancora il cordone ombelicale e la placenta attaccati. Le indagini dei carabinieri sono finalizzate alla ricerca di chi l’abbia abbandonato. «È un nome affettivo — ha precisato il responsabile del Suem, Sommacampagna —.

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Sarà poi l’autorità giudiziaria a decidere cosa fare». «L’azienda ospedaliera – ha detto Antonio Compostella, dg dell’Ulss 5 – è felice per l’esito dell’intervento e della risoluzione di una situazione grave e dolorosa che nasconde dietro altre criticità. Sicuramente – ha aggiunto – l’emergenza è stata risolta con prontezza, salvando la vita al bambino».

«Faccio questo lavoro da 19 anni, non mi era mai capitata una cosa del genere, anzi era uno dei miei incubi — ha detto il medico intervenuto, Anna Tarabini, quando ci è arrivata la segnalazione che probabilmente era morto siamo partiti con uno stato d’animo che è facilmente immaginabile.

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Per fortuna, quando siamo arrivati abbiamo sentito il primo vagito, poi ci siamo accertati che stava bene, l’abbiamo asciugato e riscaldato, incominciava ad avere un principio di ipotermia alle mani e ai piedi. È stata una gioia incredibile. Ma dall’altro lato c’è anche lo sconforto: quel bambino è stato abbandonato». «Ci sono stati già diverse persone che hanno detto che lo vogliono adottare, famiglie di Rosolina ed anche da fuori, ho ricevuto e-mail dalla provincia di Venezia — ha dichiarato il sindaco di Rosolina, Franco Vitale —.

Ringrazio le forze dell’ordine, i medici, il 118 e le signore che hanno visto, sentito e segnalato.  È stato un dono aver salvato la vita al nostro Giorgio. L’appello a tutte le donne in difficoltà è di rivolgersi all’Ulss e per affidarsi alle strutture che nel 2019 ci sono e permettono di rimanere nell’anonimato, senza mettere a repentaglio la vita di una creatura del Signore».

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