“Mi costringevano a mentire sui ritardi”. Si dimette storica voce di Trenitalia

di redazione

“Mi costringevano a mentire sui ritardi”. Si dimette storica voce di Trenitalia

| lunedì 29 Aprile 2019 - 19:00

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“Mi costringevano a mentire sui ritardi”. Si dimette storica voce di Trenitalia
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Stazione Centrale (FS) – Vi riportiamo il virgolettato rilasciato al sito Lercio.it: “Ci pensavo da anni – spiega – ma non avevo mai avuto il coraggio di fare questo passo. Il futuro, per noi simulatori vocali di vecchia generazione, non offre molte alternative”.

“Sono stato la voce di Trenitalia quando ancora esistevano solo le Ferrovie dello Stato. Poi ho lavorato per tutte le società del Gruppo. Trenitalia, FS, Grandi Stazioni… Il mio lavoro mi ha sempre costretto ad alcuni compromessi, ma la situazione, negli ultimi tempi, era diventata insostenibile”. “Quando già sapevo che c’erano 30 minuti di ritardo, mi costringevano a dire che ce n’erano 5”.

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“Se c’era qualcuno che stava per accendersi una sigaretta, mi facevano dire che il treno era in arrivo. Poi, appena rinunciava, annunciavamo un ritardo di dieci minuti e il secondo dopo che quello si era appena fatto una boccata di Marlboro, il treno arrivava sul serio.

E quando dovevo annunciare un treno Italo, mi costringevano ad annunciare ritardi per disinfestazione di ratti in carrozza. “Il disagio è riservato ai ritardi. Limitati a dire che c’è un guasto e se proprio devi, avvisa che c’è stato un investimento. Nessun cordoglio alle famiglie, non ci provare di nuovo”.

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“Se la prendevano con me, che ero un mero esecutore materiale, ma avevano ragione: sono stato un complice. Da oggi, non più”.Non esistono treni puntuali – ad esempio – ma solo treni con un ritardo di esattamente 24 ore. “Assolutamente no. Mio nonno lavorava alla Stazione di Milano durante il ventennio. Piuttosto che rallentare le lancette per nascondere il ritardo dei treni, si fece fucilare. Aveva un quarzo quadrato”.

Francesco Conte per Lercio.it, articolo di satira!

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