Manca l’anestesista per il cesareo, la rimandano a casa: morto il bimbo

di admin

Manca l’anestesista per il cesareo, la rimandano a casa: morto il bimbo

| giovedì 10 Ottobre 2019 - 20:56

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Manca l’anestesista per il cesareo, la rimandano a casa: morto il bimbo
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VIBO VALENTIA – Sarebbe saltato per l’assenza di anestesisti il parto cesareo al quale avrebbe dovuto sottoporsi la donna di 32 anni di Cessaniti che stamani ha avuto la notizia che il feto che portava in grembo era morto.

La paziente il 26 settembre scorso si era sottoposta a controllo all’ospedale Jazzolino e le condizioni della bimba erano state giudicate normali. Alla stessa sarebbe quindi stato detto che a giorni sarebbe stata chiamata per effettuare il cesareo. Tuttavia fino a ieri mattina non ha avuto notizia e pertanto, insieme al marito, si è recata in ospedale per chiedere spiegazioni sui motivi del ritardo dell’intervento. (Continua…..)

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A quel punto alla coppia sarebbe stato evidenziata l’impossibilità di procedere quel giorno per l’assenza di anestesisti e di tornare l’indomani mattina, cioè oggi. Stamani la 32enne, accompagnata dal coniuge, si è quindi recata in ospedale e dopo aver eseguito il tracciato ha appreso la tragica notizia del decesso del feto, il quale fino a ieri aveva dato segni di vita, che ha mandato in escandescenza il marito.

Intanto il sindaco di Cessaniti, Francesco Mazzeo, ha espresso tutto il suo cordoglio per la tragica vicenda: «Apprendo con profondo dolore e tristezza la notizia della tragedia che ha colpito la famiglia Marchese per la tragica e prematura morte del figlio, che si doveva chiamare Domenico, per un sospetto caso di malasanità. Purtroppo, ancora una volta, allo Jazzolino di Vibo, un giorno che doveva essere di festa per l’arrivo di un nuovo figlio, si è tramutato nello sconforto più totale per un evento tragico che troppo spesso sta diventando quotidianità. (Continua…..)

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Mi auguro che presto si faccia chiarezza su questo caso, non solo per un diritto di Giustizia nei confronti dei familiari che ne hanno diritto, ma anche perché abbiamo bisogno di capire il livello in cui si trova il reparto di Ginecologia ed Ostetricia di Vibo. Oggi, di fronte a quel padre ed a quella madre, che non potranno mai abbracciare il proprio figlio, ancora una volta chi di competenza ha palesato proprio fallimento nella gestione della sanità vibonese e l’unica cosa da fare in questo momento è stare in silenzio e chiedere scusa. Ad Antonio, Maria e Thomas, l’altro figlio, il cordoglio e la vicinanza di tutta la Comunità di Cessaniti che oggi si stringe in un forte abbraccio».

Il ministro della Salute Roberto Speranza, si legge in una nota, «ha immediatamente predisposto l’invio di un’ispezione nell’ospedale di Vibo Valentia in seguito al decesso del feto in grembo a una donna di 32 anni».  L’Azienda sanitaria di Vibo ha disposto un’ispezione interna su quanto accaduto e, al contempo, ha effettuato una scansione temporale della tragica vicenda. «La Sig.ra G.M.A. di anni 32 il 26 settembre u.s., essendo alla 37° settimana di gravidanza, si è presentata presso l’U.O. di Ostetricia e Ginecologia del Presidio Ospedaliero di Vibo Valentia per i previsti accertamenti sanitari. In tale circostanza la paziente, oltre alla visita preventiva, veniva sottoposta agli esami di laboratorio e strumentali (prelievo del sangue, ecografia, flussimetria, elettrocardiogramma etc.). Non emergendo problemi a carico del feto e della stessa paziente, quest’ultima è stata rinviata al proprio domicilio, non prima di concordare con i sanitari un ricovero programmato per il 10 ottobre (39° settimana di gravidanza), al fine di procedere con il parto cesareo. Alle 10,21 di oggi la Sig.ra è stata sottoposta ad ulteriori controlli dai quali purtroppo è emersa la presenza di un feto premorto. Appresa la notizia, il marito della sig.ra G.M.A. ha avuto una reazione incontrollata, tale da indurre l’ostetrica di turno a chiamare la Polizia. Il Direttore Generale Elisabetta Tripodi, nell’esprimere particolare vicinanza alla Sig.ra G.M.A. e ai familiari per quanto accaduto, ha immediatamente disposto, nel rispetto della tutela della professionalità degli operatori ASP, una inchiesta interna volta ad accertare i fatti avvenuti, riservandosi di adottare i dovuti provvedimenti nel caso in cui dovessero scaturire specifiche responsabilità».

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